giovedì 18 marzo 2021

Reuters: Schnabel, membro del Comitato Esecutivo della BCE: "Il piano 'recovery fund' potrebbe rivelarsi insufficiente"

PARIS (Reuters) - The European Union's 750 billion euro ($893 billion) economic recovery fund may prove too small and what matters now is spending the money as fast as possible, ECB Executive Board member Isabel Schnabel said.

EU governments have until the end of next month to submit detailed plans on how to spend funds from the 27-nation bloc's landmark stimulus fund.

The European Commission and the governments have yet to agree on structural reforms, while domestic politics in some countries has fuelled concerns of possible delays.

"It's possible that the European support plan proves to be insufficient, but that debate is premature," Schnabel said in an interview with French newspaper Les Echos published on Tuesday.

"What matters now is that the European funds that have been approved are paid out as quickly as possible. It's absolutely essential, any delay would be harmful," she added.

The European Commission hopes that by September it can start disbursing the money, which will be raised through joint borrowing by EU member states.

Meanwhile, U.S. President Joe Biden's administration has started making payouts under a $1.9 trillion COVID-19 stimulus package.

(Reporting by Leigh Thomas; Editing by Richard Chang)

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PARIGI (Reuters) - Il fondo per la ripresa economica dell'Unione europea da 750 miliardi di euro (893 miliardi di dollari) potrebbe rivelarsi troppo piccolo e ciò che conta ora è spendere il denaro il più velocemente possibile, ha detto Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della BCE.

I governi dell'UE hanno tempo fino alla fine del mese prossimo per presentare piani dettagliati su come spendere i fondi del fondo di stimolo del blocco di 27 nazioni.

La Commissione europea e i governi devono ancora accordarsi sulle riforme strutturali, mentre la politica interna di alcuni paesi ha alimentato le preoccupazioni di possibili ritardi.

"È possibile che il piano di sostegno europeo si riveli insufficiente, ma questo dibattito è prematuro", ha detto Schnabel in un'intervista al quotidiano francese Les Echos pubblicata martedì.

"Ciò che conta ora è che i fondi europei che sono stati approvati siano versati il più rapidamente possibile. È assolutamente essenziale, ogni ritardo sarebbe dannoso", ha aggiunto.

La Commissione europea spera che entro settembre possa iniziare a erogare il denaro, che sarà raccolto attraverso prestiti congiunti da parte degli stati membri dell'UE.

Nel frattempo, l'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha iniziato ad effettuare i pagamenti nell'ambito di un pacchetto di stimolo COVID-19 da 1.900 miliardi di dollari.

(Servizio di Leigh Thomas; Montaggio di Richard Chang)

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Isabel Schnabel, membro del Comitato Esecutivo della BCE, già il 26/2/2021 ammoniva che "l'austerità è un errore da non ripetere" (qui fonte del virgolettato: "l'austerità non paga nei periodi di bassa crescita, nemmeno nei casi di debiti pubblici già elevati"). La stessa Isabel Schnabel che il 20 febbraio 2015 pubblicava con altri quattro esimi colleghi (Lars Feld, Christoph Schmidt, Benjamin Weigert, Volker Wieland) su Voxeu un paper intitolato "Greece: no escape from the inevitable". L'abstract esordisce così: "Le affermazioni che 'l'austerità è fallita' sono popolari, soprattutto nel mondo anglosassone. Questa colonna sostiene che questa narrazione è effettivamente sbagliata e ignora le ragioni alla base della crisi greca" (paper qui). 

Oggi è risaputo (anche se per alcuni era un dato di fatto già 10 anni fa, come Bagnai "I salvataggi che non ci salveranno") che le ragioni della crisi sono state determinate dall'insostenibilità del debito privato (Constancio, 2013) e che dunque le strette in bilancio sono servite all'utile fine di peggiorare la situazione dei Paesi del Sud. Ma tornando a noi: già alcuni mesi fa sulla stampa internazionale si potevano leggere i primi "contrordine, compagni!" dei vari economisti OCSE, BCE e FMI, su cui anche Giuseppe Liturri, con la serietà e la preparazione che gli sono proprie, ha dedicato qualche riga (per esempio qui).

Bisogna dunque una volta per tutte prendere atto, con serenità, del fatto che l'UE è la stessa, la Schnabel è la stessa, la Germania è la stessa. L'austerità verrà riproposta? Errata corrige: L'austerità verrà riimposta? Il MES di Klaus è pronto, le country specific recommendations, su cui bisogna redigere il PNRR del Recovery Plan, assieme con il corollario di regole del Semestre Europeo, Stability and Growth pack, Six pack e Two pack, sono ancora lì. Anche qualora le regole fiscali europee cambiassero (e secondo alcuni il PdC Draghi potrebbe influire sulle trattative in UE) la sostanza rimarrebbe la stessa e si ritornerebbe ai soliti dogmi insulsi e insensati come il pareggio di bilancio, il rapporto debito/pil al 60%, la stabilità dei prezzi, il 2% di inflazione...

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