Riportiamo qui la traduzione del thread di Marcel Fratzscher, un noto macroeconomista tedesco, professore all'Università Humboldt di Berlino e presidente dell'istituto di ricerca economica "DIW Berlin", sull'immotivata agitazione dei media (e non) per l'inflazione in Germania.
(segnalato dal buon Giuseppe Liturri: https://twitter.com/giuslit/status/1444258091638403072).
Le recenti notizie sull'inflazione al 4,1% a settembre hanno suscitato parecchio panico. In Germania per alcuni è chiaro che il "colpevole" sia la BCE, la quale sta facendo salire l'inflazione e sta "espropriando" i risparmiatori. Tuttavia l'allarmismo è falso, manipolativo e dannoso.
TITOLO DEL 'BILD ZEITUNG': "Mega inflazione del 4,1% sta erodendo il nostro denaro".
L'inflazione del 4,1% nel settembre 2021 è un reale problema? O è soltanto un mero allarmismo atto a distrarre dagli errori politici?
FATTO NUMERO 1: I prezzi NON sono saliti a un livello record a settembre 2021, ma sono rimasti invariati rispetto ad agosto e luglio 2021 (inflazione mensile dello 0,0%). Inflazione del 4,1% significa semplicemente che i prezzi a settembre 2021 erano superiori del 4,1% rispetto a settembre 2020. L'"aumento" è dovuto esclusivamente al fatto che i prezzi sono diminuiti nell'estate del 2020! E i motivi di questo aumento sono stati la riduzione temporanea dell'IVA da parte del governo, la riduzione dei prezzi dell'energia nel 2020 e altri...
FATTO NUMERO 2: L'inflazione percepita dalle persone è significativamente più alta dell'inflazione reale, era del 5,4% a settembre 2020. Ci sono molte buone ragioni per la discrepanza tra inflazione percepita e reale, ma la politica non dovrebbe abusarne.
FATTO NUMERO 3: La cosiddetta "core inflation" (che esclude le componenti volatili come cibo ed energia) è una misura molto migliore per valutare le pressioni inflazionistiche, e nel settembre 2021 era solo dell'1,9% su base annua.
FATTO NUMERO 4: L'inflazione più elevata nel 2021 è una gradita normalizzazione di uno sviluppo dei prezzi troppo debole nell'anno 2020 (a causa delle chiusure ndr). Calcolata su entrambi gli anni, l'inflazione in Germania e in Europa è in media inferiore al 2%.
FATTO NUMERO 5: Un problema per molti piccoli risparmiatori sono gli interessi reali negativi, ovvero con tassi di interesse zero sul conto di risparmio e un'inflazione del 3%, il potere d'acquisto si riduce. Ma questo era comune per più di un terzo anche ai tempi del marco tedesco dagli anni '60.
FATTO NUMERO 6: E' probabile che l'inflazione scenda al di sotto del 2%, obiettivo per la stabilità dei prezzi (per BCE, FMI etc, ndr), nel 2022 e probabilmente scenderà anche nel 2023. Le previsioni sono sempre piene di incertezza, ma un'inflazione eccessivamente debole è molto più probabile di un'inflazione troppo alta.
FATTO NUMERO 7: Un'inflazione costantemente alta sarebbe più un problema di lusso. Perché di solito si verifica quando l'economia è in forte espansione e gli investimenti e i consumi privati sono significativamente più forti di quanto le aziende possano produrre. Siamo a miglia di distanza da ciò sia in Germania che nell'intera Unione Europea.
FATTO NUMERO 8: La probabilità di una spirale salari-prezzi è improbabile, soprattutto perché non ci sono più indici salariali. E salari più alti sarebbero economicamente utili perché aiuterebbero alla ripresa e alla normalizzazione dell'inflazione.
FATTO NUMERO 9: Il vero problema con l'inflazione risiede negli effetti distributivi, in particolare l'aumento dei costi delle case e dei prezzi dell'energia per le persone a basso reddito. Un terzo o più paga un terzo del reddito netto mensile per l'alloggio e la tendenza è in aumento. Gli #affitti in forte aumento nelle città sono stati un grave problema per le persone a basso reddito in Germania negli ultimi 10 anni, anche in periodi in cui l'inflazione era molto bassa. Al momento, l'aumento degli affitti contribuisce solo in minima parte all'aumento dell'inflazione.
FATTO NUMERO 10: I prezzi più alti dell'energia sono ben accetti e necessari, e anche il risultato dell'introduzione di un prezzo della CO2. È quindi probabile un ulteriore aumento dei prezzi dell'energia per le fonti fossili, nonché uno strumento importante e corretto per la protezione del clima. Non possiamo volere la #tutela del clima e allo stesso tempo rifiutare prezzi più alti per le fonti energetiche dannose. #Greenflation. La buona notizia: le energie rinnovabili sono più efficienti ed economiche, e quindi buone per la stabilità dei prezzi a lungo termine.
FATTO NUMERO 11: Inflazione in Germania:
3,1% 1958-1998 (D-Mark, Bundesbank)
4,9% 1970-1979 (Alle porte dell'ingresso nello SME ndr)
1,4% 1999-2021 (Euro, BCE)
Ergo: L'inflazione in Germania non è mai scesa e i prezzi sono più stabili che nel resto dell'UE.
FATTO NUMERO 12: Il danno più grande nella storia della Germania non è stato causato dall'inflazione (nemmeno l'"iperinflazione" del 1920-23), ma dalla deflazione - la grande depressione e crisi economica mondiale del 1929-33 che ha portato e contribuito all'ascesa dei nazisti.
Conclusione 1: L'aumento degli affitti e dei prezzi dell'energia non è responsabilità della BCE, ma è esclusivamente responsabilità della politica.
Conclusione 2: L'inflazione attualmente aumentata in Germania è probabilmente temporanea ed è benvenuta, in quanto riflette una necessaria normalizzazione.
"Il rischio di perdere decisioni importanti per il futuro attraverso più investimenti pubblici è maggiore del rischio di nuovo indebitamento con tassi di interesse reali negativi ."
- L'ex segretario al Tesoro americano Larry Summers, molto preciso e vero.